Ottimizzare i video per la SEO

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Ottimizzare i video per la SEO

15 luglio 2019

Investire su contenuti video, oggi, è una decisione saggia, perché rispecchia la direzione in cui si sta muovendo il mondo del digitale e della comunicazione tutta, sempre più orientato alle immagini. Le piattaforme di video sharing, sulle quali condividere dei contenuti video, come YouTube, scalano le classifiche mondiali sul numero di utenti, trascinate dai millennials. Questi ecosistemi, però non sono slegati dai motori di ricerca, anzi, e per questo è importante considerare che anche i contenuti video vanno ottimizzati, per permettere a Google di mostrarli, esattamente come per i testi. Come ottimizzare i video per la SEO? Ce ne occuperemo in questo articolo, dedicando un approfondimento specifico proprio a YouTube.

Cosa vuol dire ottimizzare i video in ottica SEO?

Partendo dal mero dato economico, ottimizzare i video in ottica SEO è un’operazione necessaria per non vanificare lo sforzo sostenuto dall’azienda per la realizzazione di tali contenuti, che possono aver un costo parecchio elevato. Non avrebbe alcun senso pubblicarli online così come sono, sperando che qualche utente si accorga della loro bellezza e utilità. Come avviene per gli articoli dei blog, anche i video vanno accompagnati nel web con attenzione, per fare in modo che si possano posizionare e che i motori di ricerca li mostrino tra i risultati.

Scegliere la piattaforma giusta su cui pubblicare il video

Nel nostro Paese, YouTube è ormai il primo social per utilizzo, ma non è l’unica piattaforma disponibile. Vimeo, Dailymotion, Veoh e Flickr sono delle alternative da prendere in considerazione, dopo averne vagliato le caratteristiche.

  • Vimeo è specializzato nei prodotti cinematografici e artistici di grande qualità. Con la versione gratuita si possono caricare al massimo 500MB a settimana, mentre con gli abbonamenti a pagamento si può scegliere tra due versioni: 5GB a settimana o 20GB per la Pro, con cui si possono aggiungere anche tre membri al gruppo di lavoro. Sempre nella versione professionale, c’è la possibilità di vendere on demand i contenuti caricati.
  • Dailymotion è nato in Francia e lì conta su un buon numero di utenti, ma anche a livello mondiale  è uno dei servizi più utilizzati. Supporta numerosi formati di file, di grandezza non superiore ai 2GB, però, quindi circa un’ora di contenuto.
  • Veoh è un servizio gratuito con poche restrizioni per quanto riguarda il caricamento dei video, e con in più la possibilità di scaricare i contenuti. Non è però disponibile in tutti i Paesi ed è accessibile solo tramite la registrazione di un account.
  • Flickr è nato per le foto di alta qualità, ma supporta anche i video, però solo fino a 1GB e 3 minuti di durata. Le funzioni sono molto limitate, sebbene i formati supportati sono tanti e lo spazio a disposizione nella versione gratuita è di 1TB.

La scelta di una piattaforma è collegata agli obiettivi da raggiungere attraverso la strategia video. YouTube e Vimeo, per esempio, sono ottimi per lavorare sulla brand awareness.

Scegliere un’immagine di anteprima che susciti interesse

L’anteprima del video è il suo biglietto da visita e come tale deve funzionare, offrendo una dimostrazione di ciò che troveremo all’interno, dopo aver cliccato, in una veste accattivante, pulita e di facile lettura. Per questo motivo, l’immagine va creata ad hoc, inserendo un titolo e il logo.

Scegliere titolo e descrizione del video

Titolo e descrizione del video devono essere la giusta sintesi tra esigenze SEO e necessità di spiegare in poche parole quale è l’argomento del video, per spingere l’utente a cliccarci sopra e a guardarlo (ma anche a condividerlo). Il titolo è ciò che comparirà nei risultati di ricerca: deve essere descrittivo e contenere la keyword. Stesso discorso per la meta description.

Video keyword research

La ricerca delle keyword per ottimizzare un video non è molto diversa da quella per un testo. Gli strumenti da utilizzare sono gli stessi, dei tool gratuiti o a pagamento, come SeoZoom e KeywordTool.io, così come la ricerca Google per i risultati video; per quanto riguarda YouTube, si può usare anche YouTube Autocomplete.

Realizzare un video di qualità

Realizzare un video di scarsa qualità, sia dal punto di vista dei contenuti, sia delle immagini, sia dell’edizione, è una perdita di tempo e di denaro. È inutile negare che dal punto di vista economico un video può essere molto impegnativo, ma un’azienda deve sempre considerarlo come un investimento, da ponderare, certo, ma funzionale ad alcuni specifici obiettivi e alla strategia di promozione e comunicazione nella sua totalità. Risparmiare su uno degli aspetti legati alla sua produzione, però, non porterebbe da nessuna parte.

Ottimizzare il video e il canale che li ospita

Tra poco approfondiremo gli step dell’ottimizzazione di un video, ma esso non è l’unico elemento per cui la SEO è importante. Anche il canale sul quale verrà caricato, infatti, a partire dalla home page, deve essere curato e presentarsi nel migliore dei modi per attirare i visitatori.

Promuovere i video

La SEO non può essere considerata il mezzo di promozione del nostro video per eccellenza, tanto meno può essere l’unico. I video si possono (e devono) condividere sui social, dove possono essere sponsorizzati a pagamento, ma anche all’interno della newsletter; infine, c’è l’embedding sul sito web, in una sola pagina, che va fatto in modo tale da garantire visibilità al contenuto non appena si entra.

Controllare il ranking dei video su Google

Periodicamente, trascorso un po’ di tempo dalla pubblicazione dei video, è buona prassi controllare il ranking su Google, per verificare se la strategia di ottimizzazione ha portato a dei risultati e misurarli. Non è un’attività facoltativa, è uno dei modi migliori che abbiamo per capire se stiamo lavorando bene e per migliorare ulteriormente.

Ottimizzare i video per la SEO

Strategia di ottimizzazione dei video per la SEO

L’ottimizzazione SEO di un sito o di un blog ha raggiunto livelli molto avanzati e la percezione è che ormai anche nell’immaginario comune esista questa nozione: perché un sito web abbia successo, dietro deve esserci un attento e professionale lavoro sulla SEO. Per quanto riguarda i video, invece, il discorso non è così automatico e purtroppo molte realtà rischiano di andare un po’ allo sbaraglio.

L’ottimizzazione SEO dei video serve a fare in modo che essi siano indicizzati e mostrati dai motori di ricerca, per determinate keyword. Su Google, c’è un’apposita sezione (“video”), nella quale compaiono i risultati: non tutti i contenuti vengono mostrati anche nella SEPR universale, ma soltanto quelli che provengono da siti autorevoli, come ricorda wordstream.com. Ma ciò non rappresenta un problema, quello su cui invece bisogna concentrarsi è la strategia, dalla quale dipendono tutte le decisioni che prenderemo relativamente alle varie voci analizzate nel paragrafo precedente.

Strategia significa obiettivi, quindi il primo punto su cui lavorare è questo: cosa vogliamo ottenere dal nostro video? Abbiamo diverse possibilità, e tutte sono collegate al ruolo che il video ha nella più generale strategia di marketing e comunicazione:

  • generare conversioni. Il contenuto video è ideale per aumentarle, perché gli utenti lo guardano più volentieri di quanto leggano una pagina testuale;
  • aumentare il numero di backlink, tramite le condivisioni;
  • aumentare la brand awareness.

Il SearchEngineJournal ha stilato sul suo sito un decalogo per la strategia di ottimizzazione SEO di un video, raccogliendo alcune best practice da mettere in pratica. Alcune voci le abbiamo già affrontate, ma ce ne sono altre che invece vanno approfondite. Vediamole insieme.

  • Ottimizzazione per mobile: qualunque contenuto, oggi, non può essere pensato e realizzato se non in quest’ottica. I dispositivi mobili, primo tra tutti lo smartphone, sono infatti il mezzo principale per navigare. Video caricati su YouTube e Vimeo offrono maggiori garanzie, su questo fronte, ma se il video va embeddato bisogna verificare che anche il sito sia mobile friendly.
  • Creazione di una sitemap per il video: può tornare utile quando in un sito vengono pubblicati numerosi contenuti; la mappa darà a Google le informazioni sulle pagine che contengono dei video.
  • Like e commenti: per incoraggiare gli utenti a interagire con il contenuto, può tornare utile inserire una call to action alla fine del video.

In conclusione, ricordiamo che la strategia di ottimizzazione SEO, da sola, non può fare miracoli. Se il video è di scarsa qualità, se non è coinvolgente, se è troppo lungo, se non parla il linguaggio del pubblico al quale vogliamo rivolgerci, qualunque azione o discorso sarà inutile. Il primo motore del successo di un video è il suo contenuto.

Ottimizzare i video per la SEO

Come ottimizzare i video per YouTube

Il processo di ottimizzazione dei video per YouTube comincia con la ricerca delle keyword, per scoprire con quali parole gli utenti cercano i contenuti. È un passaggio nel quale possiamo utilizzare dei tool come KeywordTool.io, Ubersuggest, SEOZoom, ma possiamo contare anche sui suggerimenti di YouTube Autocomplete: come leggiamo su backlinko.com, si tratta di una vera miniera di informazioni, perché si tratta esattamente delle ricerche fatte sulla piattaforma. In questa fase possiamo fare anche delle ricerche per scoprire quali sono le keyword per le quali sono ottimizzati i contenuti più popolari, controllando titoli, meta description e tag. Infine, nel report “Traffic Source: YouTube Search” ci sono tutte le keyword che gli utenti hanno utilizzato per cercare i nostri video: un’altra preziosa fonte da sfruttare per l’ottimizzazione SEO.

A questo punto potrebbe sorgere una domanda legittima. Abbiamo parlato del fatto che non tutti i contenuti video vengono mostrati nelle ricerche di Google, ma solo quelli ottimizzati per alcune keyword, ma quali sono? I tutorial, gli “how to”, e i contenuti legati allo sport, in genere: con un po’ di ricerche, si può lavorare anche su queste e riuscire a ottenere dei buoni risultati.

Per ottimizzare i video su YouTube abbiamo ora a disposizione un buon numero di keyword, delle quali dobbiamo fare buon uso. Riepiloghiamo brevemente dove bisogna inserirle:

  • nel nome del file video, che va rinominato;
  • nel titolo del video, in maniera più naturale possibile;
  • nella descrizione del video.

Inoltre, bisognerà inserire dei tag con keyword correlate a quella principale, scegliere una categoria per il video, dei sottotitoli. Infine, aggiungete delle card, ovvero delle notifiche che compaiono sul desktop o su mobile alla fine del video e che servono per promuovere il brand e altri video dello stesso canale.

Principali fattori di ranking su YouTube

Anche YouTube, allo stesso modo di Google, ha un algoritmo che genera l’ordine in cui compaionoi risultati della ricerca. E proprio come accade per Google, è impossibile conoscere tutti i parametri; tuttavia, questi sono i più noti fattori di ranking:

  • Total watch time, che indica il totale dei minuti visualizzati;
  • Audience retention, ovvero la percentuale di video visualizzata;
  • Session Time: è il tempo che un utente trascorre all’interno della piattaforma dopo aver guardato un video;
  • CTR (click through rate), i numeri di clic ricevuti in rapporto alle impressions;
  • Tasso di engagement;
  • Channel Authority, che rappresenta il livello di autorevolezza di un canale ed è calcolato da YouTube sulla base di diversi parametri, alcuni dei quali sconosciuti.

Come ottimizzare il canale YouTube

Abbiamo visto come lavorare all’ottimizzazione dei video per YouTube, ma anche il canale ha la sua importanza, a partire dal nome, che non deve essere monotono: un consiglio utile è studiare cosa hanno scelto i competitor.

Curare il design servirà a rendere più attraente il canale e aumenteranno la possibilità di conversioni; il canale deve rispecchiare l’identità dell’azienda, attraverso la scelta dei colori e la presenza del logo. Un altro elemento importante per le conversioni è il trailer, nel quale si presenta il canale e si possono invitare gli utenti a iscriversi. L’ultimo elemento da ottimizzare è la playlist, di cui dobbiamo curare, come per i video, il titolo e la descrizione.

Ottimizzare i video per la SEO

I migliori strumenti per ottimizzare un video per la SEO

Nelle varie fasi dell’ottimizzazione di un video per la SEO, alcuni strumenti possono tornare utili per ricercare le keyword, scegliere i titoli, monitorare i risultati ottenuti. Ecco alcuni dei migliori che abbiamo selezionato.

  • SEOZoom. Completo, facile da utilizzare e sviluppato proprio per il mercato italiano. Con la versione a pagamento (ce ne sono di diverse tipologie), si possono gestire anche dei progetti; interessante anche l’integrazione di Google Analytics.
  • KeywordTool.io, un tool per ricercare keyword, semplice e abbastanza completo, disponibile in versione gratuita o in quella Pro a pagamento, con molte più funzionalità.
  • YouTube Autocomplete. Gratuito e integrato in YouTube, con Autocomplete di possono controllare quali sono le ricerche che gli utenti effettuano per cercare i video. Uno strumento molto utile per ottimizzare titolo e meta description, così come per farsi un’idea dei contenuti presenti sulla piattaforma e lavorare alla pianificazione futura, con degli utili spunti per argomenti e keyword di coda lunga.
  • YouTube Analytics. Uno strumento gratuito ma davvero esaustivo, per conoscere le performance dei video, sapere come va il canale, cosa funziona e cosa si può migliorare.
  • HootSuite. una piattaforma per la gestione e la pubblicazione dei contenuti suo social, perfetta anche per la condivisione dei video. Molte funzionalità sono pagamento, con la possibilità di diversi pacchetti di abbonamento che comprendono anche l’analisi dei risultati ottenuto, attraverso la misurazione di diverse metriche.

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