Come nasce un’idea creativa

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Come nasce un’idea creativa

08 luglio 2019

Definire la creatività è un compito difficile, eppure, fin dall’alba dei tempi, questa abilità ha accompagnato l’uomo nella ricerca di soluzione nuove e più ingegnose a tutti i suoi problemi. Oggi la scienza è in grado, almeno in parte, di spiegare qual è il processo che porta allo sviluppo di un’idea creativa, come testimoniano i risultati di alcuni studi condotti dall’Università di Haifa. Il pensiero creativo, infatti, è il risultato dell’attivazione e dell’interazione di differenti aree del cervello umano, che controllano funzioni diverse e opposte: maggiore sinergia equivale a maggiore creatività. 
 
Le “buone idee” sono il risultato di tutte le informazioni che la mente custodisce ma nascono soltanto quando ci sono le giuste condizioni: spesso, si tratta di soluzioni molto semplici, anche se nuove rispetto a quelle trovate in precedenza. Ma è possibile allenare il cervello a sviluppare un numero sempre maggiore di idee creative? E quali sono le condizioni migliori per rendere questo processo più produttivo? 

Come essere più creativi e produrre idee che funzionano

Ridurre il processo creativo al momento dell’illuminazione è un errore che commettono in tanti, spesso proprio perché ignorano che dietro lo sviluppo di un’idea originale ci sono delle fasi ben precise. No, non basta sedersi con le braccia conserte e attendere l’ispirazione, è necessario sapere cosa avviene quando si trova una soluzione innovativa per capire come allenarsi a migliorare questa capacità. 

Per prima cosa, bisogna sfatare un mito: è stato ormai dimostrato che non ci sono persone che pensano soltanto con l’emisfero sinistro o soltanto con quello destro del cervello. Entrambi sono coinvolti nella produzione di idee, grazie alle loro numerose connessioni.  James Webb Young, pubblicitario americano e autore del libro A technique for producing ideas, ha definito l’idea come il risultato di una nuova combinazione di elementi, che è possibile grazie all’abilità di vedere e creare delle relazioni. Le esperienze che abbiamo accumulato, le nozioni apprese, tutto ciò che è immagazzinato nella nostra mente è a disposizione e può essere utilizzato in modi inaspettati, che si traducono nella trama di un romanzo o nel soggetto di un film, nel diverso e risolutivo approccio a un problema tecnico. Per questo bisogna affrontare nuove sfide e nuove situazioni, mettersi alla prova e accogliere gli stimoli dell’ambiente circostante. Il cervello può essere preparato e guidato in questa attività, ma naturalmente occorre uno sforzo, che prima di tutto consiste nel passaggio da un’idea di creatività frutto di mistica illuminazione a quella di vero e proprio processo composto da una serie di step, che portano alla risoluzione del problema. 

Come si allena, quindi, la creatività? Bisogna concedersi del tempo per pensare, tutti i giorni, possibilmente in un ambiente che sia una sorta di porto franco per il cervello, un luogo protetto, in cui le idee possano venire fuori: i colori, i rumori e persino la temperatura sono dei fattori da non sottovalutare. Mentre si allena la capacità di sviluppare e raccogliere pensieri, bisogna anche imparare a lasciare spazio al subconscio. È ciò che sperimentiamo, per esempio, quando al mattino troviamo delle soluzioni a situazioni sulle quali avevamo riflettuto durante il giorno precedente. Per lo stesso motivo, spesso, anzi quasi sempre, le idee migliori arrivano in momenti inaspettati, durante una passeggiata nella natura, una chiacchierata tra amici, o un’altra qualunque attività che permetta al cervello di allontanarsi momentaneamente, di staccarsi dal problema.
Con queste consapevolezze, quindi, è possibile essere più creativi, ma attenzione, perché per produrre un gran numero di buone idee bisogna anche essere in grado di sottoporle a un giudizio oggettivo e criticarle, quando necessario. Soltanto così, infatti si possono scorgere al loro interno dei margini di miglioramento e si può imparare a non avere paura delle “cattive” idee. È vero infatti che non tutte le idee sviluppate da un creativo sono “buone”, alcune verranno necessariamente scartate, ma si tratta di una controparte necessaria ai fini di questo processo.

Come nasce un’idea creativa

Le idee creative e la comunicazione aziendale

Lavorare nella comunicazione significa dover dare vita a delle idee creative, spesso a un ritmo molto serrato, che potrebbe pregiudicare il risultato di un processo che, come abbiamo visto, non può e non deve essere forzato, pena il mancato o parziale raggiungimento dell’obiettivo. Dagli albori della pubblicità e del marketing, però, comunicare è un processo che poggia le sue fondamenta sulla creatività e oggi, in un mercato sempre più affollato, la capacità di trovare un nuovo approccio è quanto mai fondamentale. Vedere con occhi nuovi lo stesso problema è ciò che permette a un brand di costruire la propria nicchia, di fidelizzare i clienti e di posizionarsi, distinguendosi da tutti gli altri. Per tutti questi motivi, è necessario analizzare e ripensare la creatività all’interno dei contesti contemporanei delle aziende e delle agenzie, nelle quali spesso le idee sono frutto di un team e non di un singolo. Tali aspetti sono ormai da diversi anni oggetto di ricerche come quella curata da Stephen Sonnenburg nel 2004.

Per cogliere l’importanza della creatività e del suo sviluppo, infine, è importante sottolineare un altro punto spesso trascurato, ovvero che questo tipo di abilità non ha a che fare solo con gli ambiti artistici, ma è fondamentale anche per le scoperte scientifiche e tecnologiche. Ed è sempre un lavoro difficile, lungo e complesso, reso precario dalla facilità con cui può essere raso al suolo, come sottolinea Annamaria Testa quando parla di come far fuori un’idea creativa. A fronte di un processo che, come abbiamo visto, richiede allenamento e non è affatto automatico, le competenze creative sono spesso sottovalutate e bistrattate, eppure continuano a essere (e saranno sempre) alla base dell’innovazione.

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